di Michele Plescia

 

Il mondo dopo la cena di martedì sera non ti sembra più lo stesso. Esci con tanta voglia di spenderti e con il desiderio di dare il meglio di te. Per un istante la crisi dell’economia e del mercato del lavoro che è ormai il leitmotiv di tutte le discussioni – dai banchi del Parlamento a quelli della signora Pina che vende la frutta al mercato rionale – ti sembra solo un’immagine sfuocata che si staglia sullo sfondo della tua esistenza ma che non la può definire.

Che cosa hai visto?

Nient’altro che una cena con dei giovani che ascoltano qualcuno (Raffaele Mauro) che ti fa vedere a suon di fatti e di grafici che quando senti dire che l’evoluzione tecnologica sta cambiando il volto della nostra società non è un modo di dire e che in questo mondo c’è ancora spazio per un giovane che voglia fare qualcosa di grande.

E Raffaele è uno di quelli: con un PhD in Storia Economica in Bocconi e un MPA alla Kennedy School of Government di Harvard, dopo aver lavorato per importanti fondi che investono in start-up, co-fondato il think tank Lo Spazio della Politica e aver frequentato la prestigiosa Singularity University, è approdato a 35 anni a Intesa Sanpaolo come Innovation Manager.

Mentre le slide passano veloci sullo schermo Raffaele racconta come un fiume in piena cosa ha permesso che venissero alla luce Google, Skype, Amazon, ma anche i più recenti AirBnB e Uber che hanno cambiato e stanno cambiando costantemente il nostro modo di vivere e lavorare.

Sono stati uomini che hanno rivoluzionato il modo di affrontare i problemi servendosi di forme di finanziamento radicalmente diverse da quelle tradizionali, caratterizzate da investimenti ad alto rischio e alto rendimento (sullo schermo appaiono i loghi di fondi di venture capital come Accel e Andreessen Horowitz o di acceleratori come YCombinator) e cavalcato la crescita esponenziale dell’evoluzione tecnologica che oggi ha creato le condizioni perché chiunque possa raggiungere potenzialmente con un click milioni di persone.

Non mancano però le ricadute sul piano sociale, come dimostrato dall’altrimenti impensabile abbraccio tra il primo ministro indiano Narendra Modi e il trentunenne fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. Le opportunità offerte dagli strumenti ad alto contenuto tecnologico, infatti, con la loro incredibile capacità di raggiungere persone hanno giocato e stanno giocando un ruolo di primo piano anche in politica (basti pensare al ruolo dei social network nelle Primavere arabe) fino a cambiare addirittura il modo di combattere le guerre tra nazioni (e multinazionali) che sempre più spesso hanno come terreno il più silenzioso ma non meno decisivo mondo della rete.

Insomma questo nuovo mondo che sta prendendo forma ti mette nelle mani opportunità e ti apre orizzonti prima impensabili. E quelli seduti vicino a te a cena lo hanno capito perfettamente. Dopo l’introduzione di Raffaele, infatti, partono domande a raffica da parte degli universitari e dei giovani lavoratori presenti (addetti ai lavori e profani) con richieste di chiarimenti, ma anche di consigli e suggerimenti: qual è la ricetta per un team vincente per una start-up? Su chi conviene investire oggi? Qual è il momento giusto per ricaricare una start-up con la leva finanziaria? È giusto che i poteri pubblici intervengano per sostenere le start-up con finalità sociali?

Le domande continuano anche durante la cena e Raffaele – circondato da un capannello di persone permanente – tra un’oliva ascolana e un piatto di lasagne risponde generosamente a tutti. Dopo un altro giro di domande al tavolo e l’annuncio del prossimo incontro del Lab#Idee (a ottobre con il Premio Campiello 2015 Marco Balzano) è già ora di andare.

Dopo aver scambiato due opinioni sulla cena con l’amico con cui sei venuto, torni di fretta a casa, perché – anche se non sarai mai Mark Zuckerberg e il primo ministro indiano, verosimilmente, non verrà mai a stringerti la mano – una cosa è certa: dopo quello che hai visto, domani al lavoro o in università avrai il desiderio di lasciare il segno.