di Lorenzo Plazzotta

Lo scorso 5 aprile il Laboratorio delle Idee ha incontrato Simone Crolla, consigliere delegato Amcham (American Chamber of Commerce), la Camera di Commercio Americana in Italia: ecco alcuni degli spunti che ci siamo portati a casa.

È ormai evidente che, a valle degli sviluppi internazionali economici e politici degli ultimi decenni, il nostro Paese si trova ad attraversare un momento di debolezza economica e politica. A contribuire in maniera rilevante a questa situazione, è la progressiva perdita di quel ruolo strategico che l’Italia ha sempre coperto agli occhi di paesi chiave come gli Stati Uniti. Gli USA, con un interscambio bilaterale pari a 42,3 miliardi di Euro[1], si posizionano al terzo posto tra i partner commerciali dell’Italia, dopo Germania e Francia.

A fare da ponte nei rapporti economici e commerciali tra i due paesi vi è la American Chamber of Commerce, l’istituzione americana più importante dopo l’Ambasciata e i Consolati, di cui Simone Crolla è Consigliere Delegato. Sul tema dei rapporti Italia – USA abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare il giovane e attivo manager che, ripercorrendo i 100 anni di attività svolti dall’istituzione, ci ha raccontato quanto le radici dei due paesi siano fortemente intrecciate. Da personaggi dell’economia come l’italiano Amedeo Giannini, primo a concepire la banca come un bene di largo consumo attraverso la fondazione dell’attuale Bank of America, a personaggi della scienza come Antonio Meucci, inventore del telefono, ciascuno dei due Paesi riconosce nell’altro le radici del proprio sviluppo economico, scientifico e sociale.

La American Chamber of Commerce in Italia nasce a Milano nel 1915 alla, e da allora si è sempre posta come punto di riferimento per gli imprenditori e le aziende americane che intendono investire nel nostro Paese. Dopo 100 anni di operato il compito dell’istituzione si riconferma di vitale importanza, se si considera che gli investimenti americani verso il nostro Paese riscontrano una fase di sensibile calo. Dall’assistenza ai servizi, necessaria in un mercato fitto di autorizzazioni e burocrazia come quello italiano, all’advocacy, Amcham promuove opportunità di sviluppo che portano al nostro paese quelle risorse e quelle possibilità di lavoro di cui in questo momento abbiamo bisogno. Europa e USA rimangono le regioni con il più grande scambio commerciale (assieme rappresentano circa il 30% [2] degli scambi mondiali) ma i livelli si sono ridotti negli ultimi anni di crisi. Nonostante le evidenze negative degli ultimi anni, vi sono tuttavia segnali positivi sul fronte degli investimenti americani, come dimostra l’apertura del centro distribuzione Amazon a Piacenza. Rimaniamo un paese strategicamente importante agli occhi degli investitori esteri, ma bisogna riconoscere che le potenzialità di cui disponiamo vengono in gran parte trascurate da quelle stesse ragioni per cui la Camera di commercio americana copre un ruolo fondamentale.

È facile vedere come nel passato entrambi i paesi abbiano giovato l’uno dell’altro, garantendosi la leadership nel mercato economico mondiale. Sarà meno facile invece difendere e conservare la rilevanza strategica, criterio elementare alla base della decisione dell’investitore, se non si affrontano in maniera decisa le ormai note criticità strutturali: tassazione, burocrazia e, non ultimo, incertezza legislativa.