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16 gennaio 2014

di Alessia Reitano   “Ogni generazione – scrive lo scrittore Erri De Luca – fissa la propria quota di spreco”. La “quota di spreco” della generazione dei giovani del ’68, che brulicava di ideali, si è dissipata nelle pubbliche piazze e poi nelle pubbliche

carceri. Lo “spreco” dei giovani in corso, secondo lo scrittore, si riassume sotto la voce “inerzia”. Forse, si può obiettare, l’inerzia dei giovani di oggi è frutto dell’infelicità che nasce dall’impossibilità di realizzare i propri sogni. “Molti si impegnano in servizi gratuiti accanto a bisognosi trascurati, ma gran parte, la maggior parte studia per rimandare il futuro. Il mondo intorno non sa che farsene della sua migliore risorsa naturale: i suoi giovani. La gioventù è trattata come grasso eccedente da smaltire nel recinto scalmanato e scintillante di un sabato sera. Lo spreco dei giovani di oggi è il futuro spento.” LOGO sfondo bianco jpegE in un periodo di forte crisi, qual è il momento storico che stiamo attraversando, c’è bisogno di coraggio e di nuove idee. E a proposito di idee voglio raccontarvi di un’associazione di giovani che attorno alle loro idee ha costruito un vero e proprio Laboratorio. E’ l’esperienza del “Laboratorio delle idee” e a raccontarsi è proprio uno dei protagonisti: Luca Calia. Ciao Luca, raccontaci un po’ di questa vostra passione concretamente messa in atto nel “laboratorio delle idee”? E quali sono i vostri obiettivi… – Il Laboratorio è un luogo di confronto in cui cerchiamo degli ospiti che siano non solo arrivati professionalmente, ma anche dei punti di riferimento morali, delle persone valide anche umanamente che ci possano lasciare qualcosa alla fine dell’incontro, rispondendo alle domande su cui continuiamo ad interrogarci durante la nostra esperienza. L’obiettivo è creare una terza via a quelle che sono ormai le uniche due: o lo studiare e basta oppure l’andare in discoteca e pensare solo a divertirsi. La vera vocazione del laboratorio è quella di essere aperta a tutte le realtà politiche e a tutti i ragazzi che siano interessati al progetto. Ciò che vogliamo sicuramente evitare è la politicizzazione, non vogliamo essere visti come un’associazione partitica e schierata. La nostra ambizione è quella di creare incontri che siano interessanti, per stimolare i ragazzi a credere nel futuro, a dare positività e fiducia, perché le possibilità ci sono, bisogna soltanto interessarsi e formarsi nel modo giusto. L’idea è creare un ambiente costruttivo da cui nascano poi delle idee. Da questi incontri nascono spesso degli spunti che poi vengono sviluppati dal singolo concretamente in progetti e idee. Chi fa parte di questa associazione? lab idee2– Il bello del laboratorio è che ognuno proviene da facoltà diverse ( perché il target è di giovani: fatto di giovani per i giovani) derivanti da esperienze diverse e da formazioni diverse. Ci confrontiamo su diverse tematiche, con economisti, sportivi, ecc. Vogliamo analizzare tutti gli aspetti della società e interrogarci su tutto quello che ci sta intorno. E’ tutto molto informale, così come la struttura dell’aperitivo anche la struttura dell’associazione: è nata da amici, sviluppata tra amici dove non ci sono gerarchie, senza voglia di prevalere su altri. E’ una cosa molto informale ed è la cosa che ci caratterizza. E’ un ambiente dove si possono trovare anche degli amici. Insieme a me, l’associazione è coordinata da Cristiana Andreotta, Giovanni Maria Mazzacani, Pietro Cupolo. Tra gli altri Nicolò Mardegan, giovane noto politico del Nuovo Centrodestra, è stato uno dei fondatori della nostra associazione. Un’associazione culturale che vuole fare formazione e cultura a Milano e non solo, abbiamo infatti realizzato anche dei progetti a Brescia. Come funzionano gli incontri con gli ospiti? Labidee– Il Lab. è un think thank di giovani universitari e professionisti che si trovano una volta al mese per confrontarsi con i maggiori esponenti del mondo economico, imprenditoriale, politico e culturale sui i grandi temi dell’attualità. Abbiamo avuto tra i nostri ospiti: Luigi Zingales, Pietro Ichino, Mario Polegato, Sandro Veronesi, Maurizio Lupi, Gian Micalessin, oltre che diversi progetti di solidarietà. Mentre il 22 gennaio nel nostro

solito appuntamento mensile avremo come ospite il famoso economista Alberto Alesina. Nel corso degli incontri denominati “Lab social”, preceduti sempre da aperitivo gratuito da noi organizzato, presentiamo anche delle associazione culturali che pubblicizziamo per far vedere ciò che c’è nella realtà territoriale come volontariato. Abbiamo fatto anche del fundraising, dove ciascuno dei partecipanti ha donato ciò che poteva, come gesto simbolico allo scopo di auto-educarci alla solidarietà e per far capire che anche a noi giovani interessa questa tipo di attività. Vogliamo sensibilizzare e aggregare con questo strumento i giovani milanesi e non solo. Giovani che siano vivi, che abbiano vogli di dedicarsi a tali attività e quindi stimolarli in tal senso. Questi incontri hanno un contenuto interessante che ti rimane, che ti dà un qualcosa in più che a Milano, con questi numeri, non trovi facilmente. Uno dei progetti che più rappresenta il vostro operato? laboratorio delle idee– Abbiamo creato un evento a Torino, dove in due giorni abbiamo raccolto quasi 40 relatori tra economisti, manager politici, imprenditori, studiosi e professori. Il tutto costruito da un gruppo di ragazzi unito da un sogno e allo stesso tempo da una certezza: prima l’Italia – da cui prende nome l’iniziativa stessa, appunto “Prima l’Italia” -. E prima di tutto la necessità di tornare a mettere davanti a tutto la nostra Italia, ricca di potenziale ed energie giovani. Un’Italia in cui ci ostiniamo a voler credere, certi di poterla aiutare ad essere un attore centrale nel futuro che ci attende. Quel futuro dove le nostre generazioni, oggi ancora ai box, saranno protagoniste. Per questo insieme ad altre associazioni “Muoviti per la Novità”, “Coraggio di Cambiare”, due associazioni giovanili provenienti da Torino e Sassuolo ci siamo uniti insieme in un incontro annuale in cui fare rete, discutere e incontrarsi. Vogliamo contribuire a migliorare l’ Italia in modo costruttivo. Vogliamo ascoltare, ma soprattutto essere ascoltati, andando oltre le barriere partitiche. La tua esperienza all’interno del Laboratorio? Cosa ti ha lasciato? – E’ un’esperienza che bisogna vivere e vedere per capire cos’è. Nel corso di questi anni ho conosciuto persone molto attive. Ho avuto modo di capire che le possibilità ci sono se ci si impegna, se si investe su se stessi e si crede in quello che si fa. I risultati arrivano, le persone che credono in noi ci sono. Le persone valide emergono. Non tutti i giovani rispecchiano la voglia di cambiamento che il paese richiederebbe, ma per chi ha voglia in italia la possibilità c’è. Sta a noi giovani cambiare questo paese, però non basta, ci vogliono degli adulti che investano su di noi, che credano nel cambiamento e non pensano solo ai loro interessi.