di Pietro Costantini e Andrea Brugora

C’era tutto il jet set della politica e della diplomazia della capitale lo scorso 16 luglio all’East Forum 2015, a pochi passi dalla scalinata di Piazza di Spagna. Alla rivista di geopolitica East va il merito di aver creato un’importante occasione di dibattito pubblico e libero sul tema molto attuale del TTIP, il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti che l’Europa e gli Stati Uniti stanno discutendo in questi mesi. Un tema che il Laboratorio delle Idee ha già affrontato l’anno scorso, durante l’incontro con Simone Crolla, membro del nostro Comitato Scientifico e Consigliere Delegato della Camera di Commercio Americana in Italia (istituzione che proprio un mese fa ha festeggiato il centenario).

Una delegazione del Lab#Idee ha dunque preso parte ai lavori di questo importante forum, che è stato occasione di discussione reale intorno a una questione oggettivamente controversa, ma non rimandabile. La perdita di rilevanza a livello mondiale che Europa e Stati Uniti hanno subito negli ultimi due decenni, con l’apparire di numerosi nuovi player sulla scena internazionale, obbliga infatti le due rive dell’atlantico a integrarsi maggiormente tra di loro per non perdere la propria posizione di leadership. Il TTIP non ha quindi solo un significato commerciale ed economico, ma anche strategico e culturale, per contrastare il disordine globale che, secondo il viceministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda, è dovuto al ritorno di protezionismi e nazionalismi. Il nostro Paese ha l’opportunità di poter sfruttare al meglio il mercato degli Stati Uniti, con un incremento potenziale stimato in 10 miliardi di euro. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni sottolinea che l’Italia, grazie alla sua vocazione storica e culturale al libero scambio, ha un ruolo di fondamentale importanza in questa fase per promuovere sempre più la diffusione di trattati internazionali per l’apertura dei commerci.

Un richiamo alla necessità di avere maggior efficacia da parte delle istituzioni è emerso nell’intervento di Federico Ghizzoni (AD Unicredit) che mette in luce come i benefici potenziali del TTIP debbano essere rivolti alle Pmi, che hanno bisogno di fare sistema più delle multinazionali, supportate anche da riforme strutturali europee. Dello stesso avviso è l’ex presidente del consiglio Enrico Letta, convinto che siano necessarie “istituzioni in grado di essere protagoniste, con un ruolo forte sul modello della BCE, perché l’Europa in cui viviamo è ancora troppo sbilanciata sui singoli Stati”.
Il messaggio chiaro ed univoco emerso da questo importante consesso, a cui il Lab#Idee ha avuto l’onore di partecipare, è che occorre un grande piano di crescita a livello comunitario per non appiattire l’Europa sulle posizioni di un unico Stato dominante e per dare una vera evoluzione al processo definitivo di unione europea.