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di Francesco Migliarese

 

Perché siamo stati entusiasti della cena con il giovane imprenditore Brian Pallas? Lasciamo che ce lo racconti chi era presente!

 

– MASSIMO TIBERI

Un venerdì sera che non ti aspetti. Una cena che è diventata occasione di confronto e di numerosi spunti sull’innovazione e la crescita professionale del singolo come driver per la collettività.

La convivialità dell’occasione, in una giornata di fine settimana in cui menti e corpi sono affaticati dalle attività di studio e lavorative dei presenti, ha sortito gli effetti di un brainstorming aziendale di alto livello.

Questo grazie a Brian Pallas, un ragazzo brillante ed estremamente eclettico che non si è accontentato – come fanno molti nostri coetanei – di un lavoro di successo all’interno di una delle più importanti società di consulenza di impresa a livello globale, ma ha anche saputo investire le proprie energie e le proprie competenze per valorizzare tutto il network di professionisti e imprese che ha incontrato durante il suo rapido percorso professionale, arrivando a fondare una piattaforma forse non definitiva (l’innovazione deve fare i conti con un’elevato grado di mutevolezza), ma sicuramente solida, che consente ai CEO di fare lead generation e di trovare investitori affidabili.

Accontentarsi… è forse in questa parola la chiave per capire il valore vero dell’incontro di venerdì.

I partecipanti a questa tavola avevano negli occhi lo sguardo di chi non si accontenta e hanno manifestato quanto, in questo concetto, il fattore economico sia assolutamente secondario e di importanza relativa: non accontentarsi, nel 2015, significa guardare le cose con approccio critico e creativo, trovare e proporre soluzioni alternative, guardare all’innovazione come fattore di scardinamento di tante, troppe cose che funzionano poco o per nulla.

Chi non si accontenta per motivi economici non farà mai innovazione, ma chi guarda con quello sguardo a gente come Brian, che ha avuto successo anteponendo la ricerca dell’innovazione alla propria zona di comfort e a logiche prettamente economiche… beh, chi ha quello sguardo negli occhi, è esso stesso un innovatore, o sta per diventarlo, ed è pronto per replicare le best practices incontrate in persone come Brian.

Molti personaggi sono in grado di farsi ascoltare e di suscitare interesse, ma ieri si è andato oltre: ieri chi era presente si è letteralmente preso e portato a casa un kit per costruire, raffinare e mettere pienamente a frutto il proprio potenziale.

 

– MARCO PIZZINI

Cosa servirebbe all’Italia per convincerti a tornare? “Meno burocrazia, certezza del diritto e soprattutto eliminare sul serio l’articolo 18”.

Ancora una volta è questa la risposta che abbiamo ricevuto venerdì sera dal personaggio del momento, Brian Pallas. La sua storia di successo sarà anche frutto del genio di Brian, della sua preparazione e del suo lavoro, sarà stato al posto giusto al momento giusto, avrà lavorato con persone molto qualificate e avrà adottato forti valori per la sua start up, sarà anche stato spronato forse da sogni utopistici; sicuramente si tratta di una bella storia, ma ciò che emerge è che questa bella storia, che ha un protagonista italiano, è ambientata all’estero. Questo credo dovrebbe farci riflettere su quanto il nostro Paese debba ancora cambiare per poter formare e trattenere i propri talenti.

Per chi come me era al suo primo assaggio (ottimo il maialino alle prugne) del Laboratorio delle Idee è stata un’esperienza illuminante: un gruppo di ragazzi con gli occhi proiettati sul futuro ma con uno sguardo critico al presente. “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” dice il proverbio; io credo tornerò a far loro visita.

 

– ANDREA BRUGORA

Ieri sera a cena con Brian Pallas ho preso 60 righe di appunti. In molte di queste righe segnavo cose pronunciate non da lui, ma da altri seduti attorno al tavolo. Questo basta a far capire il valore delle nostre cene, dove eccezionale è non solo l’ospite ma anche gli altri che decidono di partecipare: c’è una sorta di autoselezione, per cui viene solo chi ha qualcosa da dire. Più che una lezione magistrale di una persona di successo, assomigliava a una riunione tra amici tutti estremamente in gamba che si confrontano su temi grandi in mondo schietto e aperto, mettendo sul tavolo le loro esperienze.

Delle 60 righe di appunti, almeno la metà le devo comunque a Brian. La sua storia è senz’altro straordinaria, e un grosso merito va a Francesco che l’ha “catturato” per noi al suo passaggio in Italia. Tutti gli spunti che ci ha dato sembrano ugualmente importanti: che all’imprenditore non bastano istinto ed entusiasmo ma servono le capacità del mestiere che si imparano sul campo, che senza principi comuni un’impresa si disgrega, che il successo non viene da una maggiore intelligenza, da maggiori soldi o migliori contatti, ma dal realizzare un’idea che magari è venuta anche ad altri in un modo migliore. Ma il messaggio più importante che ci ha dato è un altro, meno di business e più di vita. Secondo Brian bisogna saper cogliere le occasioni quando arrivano, ma le occasioni non arrivano se non si è aperti, se si è irrigiditi sulle proprie posizioni, in una parola se si è vecchi. Ieri Brian ci ha detto: tenete la porta aperta un po’ più a lungo, siate giovani ancora per un po’. Per crescere c’è tempo dopo.

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Ma chi è il nostro ospite, e che cosa in sintesi ci ha raccontato?

Brian Pallas, classe 1986, é l’ideatore di Opportunity Network, una startup recentemente valutata 100 milioni di euro (info qui). Prima di parlare di sé, ci tiene a capire chi si trova con lui intorno al tavolo: vuole conoscere le nostre storie, la nostra professione. Così per oltre un’ora ciascuno si  racconta e si fa conoscere dagli altri: è un momento piacevole e che ci unisce. E alla fine anche Brian condivide la sua storia: l’università (ha fatto la Cattolica a Milano) portata a termine brillantemente e in tempi record. Contemporaneamente fa diversi lavori, tra cui quello di autore di battute e gag per i comici di Zelig. Dopo la laurea, sceglie la consulenza strategica. In Boston Consulting Group lavora sodo e si trova bene (ma cosa c’entra con Zelig? “È come fare il comico, alla fine devi raccontare una storia. Con la differenza che per fare il consulente ti pagano bene”). Mesi su progetti importanti dormendo solo due ore a notte, tra Milano e Londra. La ragazza che lo lascia non potendone più. Ma poco dopo, l’incontro con quella che diventerà sua moglie, durante una grigliata a Laveno, nel giorno di Pasquetta. E poi l’MBA alla Columbia University pagato da BCG (durante il master peraltro ha lavorato anche per tre diversi fondi di private equity, per non farsi mancare niente). È in questo periodo trascorso a New York che inizia il progetto che porterà a Opportunity Network. La startup nasce quasi per caso, semplicemente con l’idea di aiutare l’azienda del padre, che organizza eventi per multinazionali, a trovare nuovi clienti. Brian avvia un’attività volontaria e gratuita di raccolta e condivisione di opportunità di business all’interno del Family Business Club della Columbia. Un piccolo gruppo di circa 60 imprenditori comincia a far circolare per suo tramite opportunità di deal e accordi commerciali milionari, spesso riuscendo nell’intento di trovare partner affidabili tramite questo meccanismo di community. Da questo lavoro embrionale, che però mostra subito il suo potenziale, nascerà poco a poco Opportunity Netwok, una multinazionale che oggi ha siglato accordi con  nomi altisonanti (come ad esempio, in Italia, il gruppo Intesa San Paolo) e in cui Brian ha coinvolto non solo oltre trenta collaboratori con profili elevatissimi, ma anche alcuni dei suoi precedenti boss di BCG, i quali ora sono a tutti gli effetti suoi soci, avendo a suo tempo finanziato la nascita della società con nuovo equity per oltre 700 mila euro (hanno fatto un affare, viste le attuali valutazioni).
Ora Brian gira il mondo promuovendo la sua attività e facendola crescere. Dorme ancora 3 o 4 ore a notte, ma ora lo fa per qualcosa di veramente suo.
Verso la fine della nostra cena tocca anche a lui rispondere alla domanda: qual è il tuo sogno? “Vorrei prolungare la vita umana, magari farla durare per sempre”, risponde Brian. Sembra più una paura che un sogno, osserva qualcuno.
Ma non c’è tempo per fermarsi, ci salutiamo e Brian sta già confabulando con qualcuno di noi, cerca sviluppi e possibilità di nuovi accordi per il prossimo futuro di Opportunity Network.
Il giorno successivo sarà chissà dove nel mondo. E di certo, con la sua energia e tenacia, da qui a qualche anno Brian Pallas ce ne farà vedere ancora delle belle.