Oltre i media: risvolti poco noti dell’ISIS in Medio Oriente

Gen 22, 2016 | 0 commenti

Il 26 gennaio il Lab#Idee ha aperto il nuovo anno trattando un tema di forte attualità, ISIS e Medio Oriente: qual è davvero l’attuale situazione del Medio Oriente? Che ruolo gioca l’ISIS in tutto questo?

Per trattare questi delicati argomenti i soci del Laboratorio delle Idee sono stati invitati a una cena a “La Dogana del Buongusto” per confrontarsi con due giovani e brillanti esperti: Matteo Colombo e Matteo Carnieletto.

Matteo Colombo, ricercatore dell’ISPI, è stato uno dei corrispondenti italiani dal Cairo durante le cosiddette “Primavere Arabe” e ha effettuato collegamenti telefonici in diretta da piazza Tahrir per TGcom24 durante la rivoluzione egiziana del 2011. Matteo Carnieletto, giornalista de Il Giornale e autore di Isis segreto insieme ad Andrea Indini, , è riuscito a infiltrarsi nel network di reclutamento dei foreign fighters jihadisti e a fare un reportage spiegando come funziona parte della struttura che sta dietro a questo fenomeno.

Grazie alla conoscenza approfondita delle dinamiche economico-sociali del Medio Oriente e della Libia, Colombo ha spiegato come la nostra percezione di questa realtà del terrore per come è trasmessa sui nostri media sia distorta e limitata e che per comprendere ISIS se ne debba conoscere un altro lato, quello di uno Stato organizzato. Oltre alle più semplici manovre per attirare il consenso, quali presentarsi come i liberatori della Siria da Bashar al-Assad e i difensori del Medio Oriente dall’intrusione dell’Occidente, i miliziani dell’ISIS stanno riaprendo scuole ed ospedali, raccogliendo tasse con un sistema di “pizzi”, istituendo leggi proprie nel territorio e addestrando sempre più nuove reclute.

Questo volto sociale e parastatale del Califfato Islamico spesso non ci viene presentato dai media per il semplice motivo che «attira meno click», come ha osservato Carnieletto che si è concentrato più su quale fosse la situazione precedente all’affacciarsi di questa nuova entità e quali possano essere gli scenari futuri.

Se l’ISIS possa effettivamente reggere come Stato, se i confini torneranno quelli precedenti o se si affacceranno nuove potenze internazionali in quell’area strategica del globo sono solo alcune delle domande a cui si è tentato di cercare una risposta. Carnieletto ha ricordato che al momento in Iraq i soli boots on the ground siano gli Al Qods guidati dal generale iraniano Soleimani, appoggiati dall’asse sciita e dagli Americani, mentre in Siria la Russia appoggia e finanzia l’esercito di al-Assad, ormai dimezzato nel numero di effettivi, anche per prevenire un domani il dilagarsi di una nuova rivolta in Cecenia.

Entrambi gli ospiti hanno sottolineato che in Medio Oriente si concentrano e scontrano non solo gli interessi delle potenze internazionali, ma anche di quelle regionali: si fanno inoltre sempre più forti i sospetti che l’Arabia Saudita, insieme alla coalizione sunnita, finanzi l’ISIS. La Turchia non ha seguito nel tempo una condotta lineare coerente: prima si è alleata con la Russia e poi ha aiutato il Califfato Islamico nella speranza di un indebolimento dei Curdi, problema prioritario per Ankara con relativi risvolti interni quale la creazione di uno stato autonomo al confine con la Siria.

La serata è stato un continuo dialogo tra i due ospiti e i partecipati alla cena che incuriositi hanno incalzato con domande per poter far luce su alcuni aspetti poco conosciuti del complesso scacchiere mediorientale.