fotodi Michele Plescia

È bastato poco.

Un messaggio sulla chat del Lab per proporre a tutti la Colletta Alimentare e sabato pomeriggio ti ritrovi con quattro amici (alcuni di noi non si erano neanche mai visti!) al supermercato Unes vicino a porta Venezia a fare questo gesto tanto semplice quanto grande.

Semplice, perché non devi far altro che chiedere a chi viene a fare la spesa di comprare un pacco di pasta o un barattolo di pelati in più per donarlo alla gente bisognosa, oppure mettere i generi alimentari che vengono donati negli scatoloni.

Grande, perché insieme a te, quel sabato 28 novembre, altri 140.000 volontari stanno facendo la stessa cosa in 11.000 supermercati in tutta Italia e il giorno dopo vieni a sapere che in una giornata sono state raccolte quasi 9.000 tonnellate di alimenti.

Ma – al di là dei numeri – lo spettacolo più bello è vedere quel giorno la reazione della gente. Qualcuno finge di non capire o non ha tempo, ma la maggior parte di quelli che incontri colgono al volo quello che c’è in ballo e prendono il sacchetto della spesa che gli porgi per riempirlo.

L’incontro più impressionante quel giorno è con Tristan, studente bocconiano metà francese e metà marocchino (che l’insano buonsenso comune – ultimamente sempre più imperante – ti spingerebbe a evitare). «Sono venuto qui solo per comprare l’acqua» ti dice in inglese. Ma quando gli racconti cosa hai da proporgli, aggiunge, senza un attimo di esitazione: «vado a casa a prendere i soldi e torno».

E quando torna resti ammirato.

Riempie due sacchetti della spesa per i poveri e poi la sera aggiunge con un WhatsApp: “Whenever you need help you can call me, I was seeking for an NGO like yours”.

Alla fine – come sempre accade quando ti metti gratuitamente e senza calcoli a disposizione di chi ha bisogno – torni a casa stanco ma col cuore pieno.

Non solo con i tuoi amici hai contribuito a un gesto che incide a livello macro sul problema della povertà nel nostro paese (i numeri parlano chiaro: durante l’anno la Fondazione Banco Alimentare, che organizza l’omonima colletta, distribuisce generi alimentari a oltre 8.000 strutture caritative che sostengono 1 milione e mezzo di persone in stato di povertà), ma hai anche visto la capacità di gratuità tua (e del popolo di cui fai parte) e desideri che quello che è accaduto quel pomeriggio si estenda al lavoro, agli amici, insomma, a tutta la tua vita. Domani, dopodomani, per sempre.